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Fratello
Peter Julian Bones sss., membro della congregazione dei Padri Sacramentini,
è nato a Leeds 65 anni fa. Nel 1961 fu chiamato a Roma dai
suoi superiori (per un periodo di cinque anni!) per lavorare al
Generalato. Cinque anni divennero dieci e poi quindici... Un giorno,
nel 1979 Fr Peter fu fermato vicino alla Stazione ferroviaria di
Roma da un giovane mendicante che gli chiese cento lire. Era un
ragazzo italiano di quindici anni senza una famiglia vera; sua madre
lo aveva abbandonato pochi anni dopo la sua nascita, il padre e
la donna con cui viveva lo mandavano a rubare. Alla fine era scappato
di casa per non rubare, e da sei mesi dormiva nei treni. Fr. Peter
ascoltò pazientemente la sua lunga triste storia e pensò
a una soluzione positiva per il futuro. Il ragazzo ne fu entusiasta
e subito chiese a Fr. Peter di aiutare anche i suoi amici... ce
n'erano diciassette, e molti altri ne sarebbero arivati. Erano tutti
fra i quattordici e i diciotto anni. Dormivano nella stazione e
dintorni, finendo in ogni genere di guai. Questo fu il nuovo ministero
di Fr. Peter per i successivi dieci anni, ascoltare storie tristi
e cercare di offrire una soluzione positiva. Spesse volte questi
incontri duravano fino all'alba, seduti su una panchina vicino alla
stazione dei treni.
Esattamente dieci anni dopo, nel 1989 il numero di giovani italiani
che vivevano in strada e dormivano intorno alla stazione diminuiva
considerevolmente, ma stranamente erano sostituiti da immigrati
minorenni che rischiavano di finire per strada come i ragazzi italiani.
Molti venivano dall'Europa dell'Est: Romania, Ungheria, Cecoslovacchia,
Albania - paesi che all'epoca erano sotto un regime comunista. Altri
venivano dall'Etiopia, Eritrea, Somalia e altri paesi africani.
Oltre a essere una fonte di conforto per i giovani appena arrivati
che avevano lasciato la loro patria in condizioni spesso critiche
e di povertà, Fr. Peter riusciva a districarsi nella burocrazia
e assicurare loro una documentazione adeguata per poter restare
in Italia, trovare un alloggio, (spesso in istituti religiosi) iscriverli
nelle scuole locali e trovare lavoro, a Roma o nelle vicinanze.
Nell'agosto 1997, Fr. Peter dovette lasciare l'ufficio sotto alla
stazione dove era stato per dieci anni per il restauro della stazione
Termini. Questo ufficio era diventato prezioso, soprattutto per
molti giovani immigrati. Per i tre mesi successivi Fr. Peter si
adattò a McDonalds come luogo d'incontro. Nel novembre di
quell'anno, la Rev. Cecilia Monge Erazo lo invitò a St Paul's
Within the Walls per un consiglio sui problemi dei giovani latinoamericani.
A quel tempo gli offrì uno spazio nella cripta al fianco
del gruppo latinoamericano, per ricevere giovani immigrati da altri
paesi. Fr. Michael era in sabbatico e quando tornò, il progetto
ricevette la sua approvazione e benedizione.
I giovani immigrati che seguo saranno sempre grati a Fr. Michael,
lo Staff e la comunità di St Paul's Within the Walls, per
la calda accoglienza che vi abbiamo sempre ricevuto. Grazie anche
per il sorridente benvenuto di Fr Michael ogni volta che qualche
albanese smarrito bussa alla sua porta chiedendo di 'Fr. Peter!'
E non dimentichiamo la Rev. Cecilia Monge Erazo, che fu il mio primo
contatto a St. Paul's
Grazie Cecilia!
Il 2002 è l'inizio del mio quinto anno a St Paul's. E' difficile
dire quanti giovani siano passati per le porte di St. Paul's in
questi quattro anni, certamente nell'ordine delle migliaia. I primi
anni erano per lo più albanesi (più di 1.600 in quattro
anni). Lo scorso anno il numero dei nuovi arrivati è sceso
notevolmente. Tuttavia, l'anno scorso il numero dei giovani provenienti
dalla Romania e dalla Moldavia era in aumento: più di 900
di loro hanno bussato alla porta di St. Paul's per chiedere aiuto.
C'è sempre stato un flusso costante di giovani dal Marocco,
Ecuador, Brasile, Etiopia, Eritrea e Somalia.
La
maggior parte di questi ragazzi cercano ciò di cui tutti
gli stranieri in Italia hanno bisogno, un 'permesso di soggiorno'
- paragonabile alla Green Card americana. Fortunatamente sono riuscito
ad aiutare circa 1,600 giovani a ottenere questo prezioso documento.
Alcuni si accontentano di averlo e di sparire
finchè
non hanno qualche altro problema! I più intelligenti restano
in contatto, tornando per avere un consiglio su scuola, lavoro e
come rinnovare il permesso una volta raggiunti i 18 anni. Fortunatamente
quelli che tornano sono più numerosi, infatti ne paghiamo
il prezzo rispondendo a più di 30 telefonate ogni domenica,
il giorno in cui hanno più tempo per telefonare.
Nonostante i lavori di restauro a St. Paul's durante i mesi passati,
è stato possibile continuare a ricevere i giovani immigrati
ogni martedì e giovedì dalle 16.00 alle 20.00 durante
l'estate.
Lo scorso anno tuttavia non è stato esente da difficoltà:
fino al 09/04/2001 tutti gli immigrati minorenni non accompagnati
potevano rinnovare automaticamente il loro permesso e al tempo stesso
trasformarlo in un permesso di lavoro. Da quella data in poi tutti
i rinnovi di questo tipo sono stati bloccati, e alcuni hanno ricevuto
un 'foglio di via' che dava loro 15 giorni di tempo per lasciare
il Paese. Per fortuna con un bravo avvocato, siamo riusciti a salvarli
tutti. Abbiamo la speranza che arrivi presto una nuova legge che
consenta a tutti quelli che si trovavano in Italia prima del 09/04/2001
di rinnovare i loro permessi.
Peter J. Bones sss
Dai Rapporti Annuali 2001
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