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I
mosaici dell'abside e del coro costituiscono l'orgoglio della chiesa
e tale è il loro valore artistico che il governo italiano li ha
dichiarati monumento nazionale.
L'Annuncazione
Sulla
prima arcata di fronte all'abside è rappresentata l'Annunciazione,
basata su una leggenda primitiva. Si può vedere Maria nel deserto
fuori le mura della città mentre attinge l'acqua di una fonte.
Quando torna a casa l'angelo la saluta. Burne-Jones ha scelto come
sfondo un cielo rosso al tramonto, l'ora dell'angelus. Nell'angolo
inferiore sinistro c'è un pellicano, simbolo nel medioevo di
Cristo (perchè secondo credenze populari il pellicano si squarciava
il petto col becco per nutrire i figli col proprio sangue). Sotto
questa scena è scritto il saluto di Gabriele: "Ave,
o piena di grazia, il Signore è con te." (S. Luca
1:28) e la risposta di Maria: "Ecco l'ancella del Signore:
si faccia in me secondo la tua parola." (S. Luca 1:38).
L'Albero del Perdono
Sulla seconda arcata sopra il coro è rappresentato l'albero
del perdono. Cristo, con le mani tese e aperte, è sospeso sul verdeggiante
sfondo dell'albero della conoscenza del bene e del male. Da una
parte c'è Adamo, e dall'altra c'è Eva con il loro
primogenito. I cardi dai quali nasce il giglio simboleggiano la
fatica dell'uomo, fatica che conquista le sue possibilità
divine, che sono concretizzate nella storia dell'Annunciazione.
Sotto la scena c'è scritto in latino: "Nel mondo
voi avrete afflizioni; ma fatevi coraggio: io ho vinto il mondo."
(S. Giovanni 16:33).
Cristo in Gloria
Il grande mosaico principale dell'abside rappresenta il Cristo
in Gloria. Sopra, sul fondo del cielo si intravede la visione abbagliante
degli angeli. Sotto è seduta la figura maestosa di Cristo
sul trono sostenuto dai cherubini a dai serafini. Cristo tiene nella
mano sinistra l'orbus terrarum e alza la mano destra in segno
di benedizione. Dai piedi sgorgano i fiumi di acqua viva e "il
trono è circondato da un'iride" (Apocalisse 4:3).
Sui lati stanno gli arcangeli, ognuno davanti ad una porta del Paradiso.
Dalla parte destra, una rimane libera, per ricordarci della caduta
dal Paradiso di Lucifero. Al di sotto di questa scena imponente,
compaiono le acque sotto il firmamento attraverso quale corre la
iscrizione in ebraico: "In principio Dio creò il
cielo e la terra." (Genesi 1:1) ed in greco: "In
principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era
Dio." (S. Giovanni 1:1). Più sotto si trova una
fila di angeli graziosi che separono le acque; in fondo vediamo
la Chiesa Trionfante.
La Chiesa sulla Terra
Davanti a questo sfondo della Città Celeste, troviamo cinque
gruppi di persone che rappresentano le varie classe o funzioni che
hanno storicamente sostituito il Cristianesimo. All'estrema sinistra
ci sono gli asceti, cioè l'elemento profetico nella vita
della Chiesa; tra essi solo S. Francesco d'Assisi, che riceve le
stigmate è facilmente identificabile. Segue un gruppo di
donne che rappresenta il servizio di Dio nella vita quotidiana.
Tra esse si può distinguere Marta con le sue chiavi e la
Maddalena con la scatola di unguento.
Il gruppo principale al centro è composto delle figure ecclesiastiche
più importanti della Chiesa nel passato, cinque padri della
chiesa orientale e cinque di quella occidentale, con davanti S.
Pietro che indossa una casula (indumento quotidiano di quei
tempi, usato oggi dai sacerdoti della chiesa cattolica nella celebrazione
della Santa Eucaristia).
A
destra troviamo la Vergine e i Santi, tra essi le martiri S Caterina,
S. Barbara, S. Cecilia, S. Dorotea, e S. Agnese. All'estrema destra
si trovano i guerrieri cristiani che rapprentano il baluardo della
pace e del governo stabile. Qui troviamo le figure dei santi padroni
di vari paesi: S. Giorgio d'Inghilterra, S. Giacomo di Spagna, S.
Patrizio d'Irlanda, S. Andrea di Scozia e S. Denis di Francia.
Questa parte inferiore è particolarmente interressante in
quanto l'artista, seguendo la tradizione rinascimentale, ha ritratto
dei personaggi dei propri tempi rappresentati in veste di santi.
Per esempio, all'estrema destra del gruppo centrale, S. Ambrosio
ha il volto di J.P. Morgan, che ha contributo alla costruzione della
chiesa; e S. Agostino alla destra di S. Paolo ha il profilo dell'arcivescovo
Tait di Canterbury. Tra i guerrieri, possiamo distinguere il Generale
Grant (Presidente degli Stati Uniti nel 1873), Giuseppe Garibaldi
e Abramo Lincoln (con la tunica verde).
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